India, terra di santi indiani, poeti indiani, navigatori indiani.

16 gennaio 2012

 

Le pizze mi portano nuovamente in India. Questa volta è il turno di Mumbai, luogo famoso per il fatto che per una normale chiacchierata  vengono coinvolti corpi di ballo di almeno 50 persone.

Almeno stavolta sono preparato a un’idea abbastanza sbarazzina del contromano, una cucina che dopo 2 minuti dall’inizio del pasto è tutta uguale un inquinamento atmosferico in grado di cambiarti il colore della camicia.

Chissà magari in India ritrovo me stesso e la vena per scrivere qualcosa di interessante qua dentro (perché diciamocelo, ultimamente questo spazio fa proprio cagare), comunque ci rivediamo il 23.


8 tracks

4 gennaio 2012

Se leggessi il Time, avrei scoperto questo sito quando lo ha inserito, poco tempo fa, nella lista di quelli più interessanti del 2012, ma visto che seguo Rrobe, il merito dell’evangelizzazione va interamente  a lui (ricordo quando convinse un intero forum a comprarsi il 3DS, ma questa è un’altra storia).

Cos’è 8 tracks?

Beh fondamentalmente è una gran cosa.

E’ un sito che sta a metà fra il social network e l’amico che vi dice “ho scoperto questa gente che è troppo forte, la devi sentire”.

Cosa vi permette di fare?

Vi create un account, scegliete 8 tracce dal loro database, o ci caricate le vostre, scegliete una foto per la copertina dell’album, un titolo, una descrizione, e il gioco è fatto, avete appena creato la vostra cassettina da far sentire agli amici.

Semplice, geniale e potenzialmente infinito, e infatti il sito è già pieno zeppo di playlist, una manna per chi cerca qualcosa di nuova da scaricare comprare.

Potevo esimermi dal creare una playlist? Assolutamente no, ecco quindi 8 tracce che mi aiutano quando devo scrivere la notte, gli occhi traballano e i refusi non si contano ormai più.

Ora aspetto le vostre.


New Year Resolution

31 dicembre 2011

I hope that in this year to come, you make mistakes.

Because if you are making mistakes, then you are making new things, trying new things, learning, living, pushing yourself, changing yourself, changing your world. You’re doing things you’ve never done before, and more importantly, you’re Doing Something.
So that’s my wish for you, and all of us, and my wish for myself. Make New Mistakes. Make glorious, amazing mistakes. Make mistakes nobody’s ever made before. Don’t freeze, don’t stop, don’t worry that it isn’t good enough, or it isn’t perfect, whatever it is: art, or love, or work or family or life.
Whatever it is you’re scared of doing, Do it.
Make your mistakes, next year and forever.
Neil Gaiman

Prometheus

21 dicembre 2011

Ieri sera su Rete 4 c’era Aliens, e io per l’ennesima volta mi sono ritrovato di fronte alla tv a guardarlo con aria sognante.

Credo di essere intorno alle 20, 25 volte ormai, penso di amare questo film persino più della saga di Guerre Stellari, nonostante anche la creatura di Giger sia stata infangata da sequel di dubbio gusto.

Ogni volta che vedo Aliens, non posso fare a meno di pensare la genialità di Cameron nel prendere un film horror claustrofobico ambientato nel futuro e trasformarlo in un film di guerra bello e cazzuto (è ormai assodato che alieni = vietcong).
Ma, per l’appunto, prima c’era Alien, film di Scott (il meno dotato degli Scott) che non ha senza dubbio il carisma del suo successore (caso raro) ma è anche un filmetto che, anche se non ha gettato le basi del genere, ne ha sostanzialmente canonizzato certe sequenze.

E nel 2012 Scott tornerà sul luogo del delitto per girare Prometheus, il prequel più o meno ufficiale di tutta la saga, e anche se l’ufficio stampa si sta sbracciando per dire che “non sarà ispirato a Alien”, io vedo uova, vedo tute molto simili e vedo caschi sciolti nell’acido.

E tanto mi basta per essere in fregola come una scolaretta al primo ballo.

EDIT: E’ uscito il trailer ufficiale.

E in qualche fotogramma si vede questo:

 

Quindi direi che sì, la mia fregola è assolutamente motivata.

Se questo film non è bello, niente al mondo lo sarà e io diventerò ufficialmente un giovane vecchio che odia il mondo.


La serietà costa due euro.

16 dicembre 2011


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