Un altro giorno in trincea

Stamattina mi sono alzato, sapevo a cosa andavo incontro, l’aria era fresca ed il motorino pronto sotto i miei comandi, se dovessi riassumere l’aria che tirava con una immagine, sarebbe questa:

 

Arrivo in ufficio, guardo la collega e dopo poco squilla il telefono.

Dopo neanche un paio d’ore la situazione era questa:

 

L’unica cosa sensata da fare era tenere la testa bassa, sparare qualche colpo d’avvertimento e sperare nell’arrivo dei soccorsi, la fottuta cavalleria dell’aria che si sarebbe fatta annunciare dalla solita cavalcata delle valchirie.

I soccorsi però non sono arrivati, continuavo a sussurrarmi in testa di tenere duro, tutto sarebbe andato per il meglio, prima o poi quella fottuta chiamata sarebbe arrivata.

Nessuno ha chiamato ed io sono rimasto per ore sotto il fuoco di fila.

Alle ore 18.00 zulu ero così:

E domani si riparte, un altro giorno in trincea, un altro giorno di finti sorrisi, sperando che passi, sperando che chiamino, per guardarsi indietro e ridere di tutto questo come vecchi reduci davanti ad una birra.

2 Risposte a “Un altro giorno in trincea”

  1. tomponzi Dice:

    …impiccati…

  2. loffio Dice:

    oh ciao cugino! :D

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