Stamattina mi sono alzato, sapevo a cosa andavo incontro, l’aria era fresca ed il motorino pronto sotto i miei comandi, se dovessi riassumere l’aria che tirava con una immagine, sarebbe questa:
Arrivo in ufficio, guardo la collega e dopo poco squilla il telefono.
Dopo neanche un paio d’ore la situazione era questa:
L’unica cosa sensata da fare era tenere la testa bassa, sparare qualche colpo d’avvertimento e sperare nell’arrivo dei soccorsi, la fottuta cavalleria dell’aria che si sarebbe fatta annunciare dalla solita cavalcata delle valchirie.
I soccorsi però non sono arrivati, continuavo a sussurrarmi in testa di tenere duro, tutto sarebbe andato per il meglio, prima o poi quella fottuta chiamata sarebbe arrivata.
Nessuno ha chiamato ed io sono rimasto per ore sotto il fuoco di fila.
Alle ore 18.00 zulu ero così:
E domani si riparte, un altro giorno in trincea, un altro giorno di finti sorrisi, sperando che passi, sperando che chiamino, per guardarsi indietro e ridere di tutto questo come vecchi reduci davanti ad una birra.












Luglio 22, 2008 alle 1:38 pm |
…impiccati…
Luglio 22, 2008 alle 3:15 pm |
oh ciao cugino!