Sono le 12.30 del 24 Dicembre, fuori fa freddo ma c’è il sole, se accendi la televisione ci sono servizi sul natale, se accendi la radio ci sono canzoni natalizie, se vai sui siti porno ci sono solo tizie vestite da babbo natale.
E’ decisamente vigilia.
Io sono in pigiama che mi godo le sconfinate praterie di internet e chiacchiero con la rossa su skype che si fa l’ultima mezza giornata di lavoro, il termosifone butta caldo e non vedo l’ora di buttarmi sul divano sotto una copertona di pile.
Suona il telefono, non conosco il numero.
Buongiorno sono Bartolini, dovrei consegnare un pacco, sono al numero civico prima del suo ma non trovo il suo”
- Si è una numerazione un po’ particolare comunque aspetti le spiego come arrivare, mi dica quali edifici ha vic…
Senta io sono al numero vicino al suo…
- Si, aspetti le spiego un attimo…
Io sono vici…
- Ho capito dove sei ora se mi fai parlare ti spiego…
Senta possiamo stare al telefono tutto il giorno, tanto non si risolve, esca lei o faccio passare un collega dopo le feste
- Ma col cazzo così chissà quando le rivedo, senta visto che non riesce a trovarmi e non vuole farsi spiegare dove sono facciamo così, ha presente dei giardini dietro un grande hotel?
Si, più o meno…
Ecco troviamoci li.
Guardo fuori dalla finestra ed il vento gelido sembra quasi fregarsi le mani dalla felicità. Butto un occhio sul letto sfatto dove ho lanciato la roba che stava sulla sedia della scrivania e faccio l’inventario di quello che potrei mettere: pantaloni di una tuta, felpa sdrucita, un paio di mutande di ieri e un pollo di gomma con una carrucola nel mezzo. Indosso tutto tranne il pollo con carrucola, quello potrebbe servire per altri scopi, non si sa mai.
Esco di casa all’incredibile velocità di crociera di un passo ogni 5 minuti a causa della gamba zoppa e mi rendo conto che ai piedi ho solo le croc, senza calzini. Zoppico fino ai giardini pubblici mentre i miei piedi si chiamano l’un l’altro tipo alpini nella tormenta e chiedono un goccio di grappa.
Aspetto.
Aspetto ancora.
Aspetto ancora e chiedo a Babbo Natale un laser orbitale per passare il 26 pomeriggio ad incenerire le sedi di Bartolini.
Quando le mani cominciano a tremarmi, ma non per il freddo richiamo il tizio.
- Pronto, dove cavolo sei, hai trovato i giardini?
Ah sisi ho già consegnato in via delle lame, ad una signora (mia madre che era rientrata in casa) tutto a posto ciao.
Vaffanculo. Click.
In questo giorno di festa e di attesa quindi vorrei fare gli auguri di natale a tutto lo staff bartolini, in particolare a quelli che guidano i furgoni senza manco sapere da che parte hanno girato il culo, tanti carissimi auguri e ricordatevi che le ruote di tanto in tanto scoppiano quando si affrontano curve pericolose.











The loal.
sei un gran iettatore