Referendum

29 gennaio 2009

Chi pensa che, data la situazione, dovrei comprarmi sta maglietta?

http://www.ildeboscio.com

http://www.ildeboscio.com

Si proceda alla votazione per alzata di mano

La camera approva.


Servitore di due padroni

28 gennaio 2009

Che il mondo dell’editoria fosse strano non lo scopro certo adesso, il “giornalista” (nel senso più ampio del termine) medio e alle prime esperienze ci mette trenta secondi netti a capire che alcune persone non si facciano il minimo scrupolo a chiederti la luna in cambio di un pugno di mosche, e devi pure ringraziare. E’ un problema endemico del settore editoriale italiano, di soldi ne girano, e ne sono sempre girati, pochi quindi che cerca qualche penna deve saper essere un buon “imbonitore” e convincere chi scrive che la visibilità ed il prestigio dati dall’essere pubblicati ripagano di ogni sforzo.

E’ un concetto un po’ assurdo, la cassiera della Coop non accetta i buoni prestigio come pagamento, fidatevi, c’ho provato una volta e hanno chiamato la sicurezza.

Questa situazione ovviamente non è solo colpa di chi offre il lavoro ma anche di chi lo accetta, un po’ come con la prostituzione. Perchè se io mi son fatto dieci anni di esperienza e chiedo dei soldi per il mio lavoro, alle spalle ho una schiera infinita di zombie disposti a tutto pur di esser pubblicati “perchè intanto faccio esperienza, poi quando son diventato bravo mi pagheranno!”.

Un professionista dellinformazione allarrivo del primo stipendio

Un professionista dell'informazione all'arrivo del primo stipendio

Cazzate, se fai esperienza diventi più bravo ma ci vorranno anni e grosse botte di culo per vedere qualche soldo.

Tutta questa premessa è fatta solo per raccontarvi una cosa che mi è successa ieri e che mi ha lasciato sinceramente molto perplesso.

Chi legge abitualmente queste pagine sa dove scrivo e con chi collaboro, quindi eviterò i nomi a voi per evitare le beghe a me e perchè sono un gran signore che vi va in culo (e porta 6). Diciamo che c’è la testata X e la testata Y, entrambe con un discreto prestigio nel loro settore.

Collaboro da qualche mese con la testata X, le cose sembrano andare tranquillamente, di soldi ovviamente ancora non se ne parla ma la prendo come una necessaria “gavetta” che mi porta via poco tempo e che mi fa fare un po’ di esercizio di scrittura, in fondo nessuno ti assume se prima non ti testa qualche mese.
3 mesi dopo, verso fine Dicembre, inizio a collaborare con Y, c’è tanto da fare, le cose vanno bene e mi diverto, anche li per adesso non si vedono soldi ma la cifra ipotetica è superiore ad X (sempre cifre irrisorie eh? ma è bene dirlo).

L’altro ieri, visto che dalla testata X non arrivavano più notizie, mando una mail per sapere se sono ancora vivi. La risposta mi fa bollire il sangue (e lanciare anche diversi moccoli): la mia collaborazione con X è da considerarsi conclusa non per la qualità dei miei pezzi ma perchè collaboro con Y.

Per cinque minuti guardo lo schermo con questa faccia qua:

poi con calma vado a cercare il mio contratto con X, non trovandolo.
Sapete perchè non lo trovo?
Perchè io non ho firmato un cazzo con nessuno, nessun contratto di esclusiva, nessun apprendistato, NIENTE DI NIENTE, ed è la norma per qualunque collaborazione che inizi in maniera informale.
Segue un fitto, ma infruttuoso scambio di mail in cui faccio notare la cosa, ma l’email non è lo strumento adatto per queste cose visto che i toni vengono facilmente fraintesi ed ogni risposta che mi arriva non fa altro che tramutarmi in un gorilla incazzato, meglio un chiarimento telefonico.

Nel frattempo il capo di Y se la ride sotto i baffi sottolineando che per lui posso scrivere per chi cazzo mi pare finchè non ho un contratto con loro.

Chiamo il boss di X al telefono e mi preparo mentalmente per quella che sarà sicuramente una chiamata a base di insulti, ripromettendomi però di comportarmi con “calma, dignità e classe”.
Fortunatamente riusciamo a parlare per 10 minuti senza mandarci in culo, ma il risultato non cambia, secondo lui era IMPLICITO che la mia collaborazione avesse carattere esclusivo dato che la sua è una realtà seria, comunque non c’è problema e disposto a riprendermi tra le sue fila se tronco con Y.
Questo non fa diminuire la mia perplessità di  un millimetro e la trovo una gran cazzata, ma se queste sono le condizioni non mi resta che decidere.

Ma prima di immaginarmi roso dai dubbi sappiate che nel resto della telefonata mi viene detto che X non naviga in ottime acque, che soldi non ce ne sono e che per chi sa quanto tempo dovrei lavorare “pro bono”, ripagato dal prestigio di potermi fare un curriculum all’interno di una realtà di alto livello.

Eh no cazzo, questi son discorsi che potevo accettare qualche anno fa, ora mi son rotto i coglioni di ricominciare ogni volta da capo, senza contare che Y è una realtà dalla visibilità superiore, che non mi vincola in nessuno modo e paga pure.

Capirete bene quindi che grossi dubbi sulla mia scelta non ce ne sono ma rimane comunque una enorme perplessità. Capisco la concorrenza, capisco i dissapori che ci possono essere fra due realtà editoriali e capisco il bisogno di serietà, ma venire a chiedere l’esclusiva (precludendo quindi tutta una serie di ulteriori possibilità di crescita) e dare in cambio una bella sega di niente se non i soliti miraggi di “visibilità” è sinceramente assurdo per un gruppo che si proclama serio e professionale.

Dalle mie parti si dice “Mi sembri quello che mi cacò sull’uscio e poi la rivoleva”.


Eurogamer – Splinter Cell: Conviction

27 gennaio 2009

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Il pezzo di oggi è una anteprima sul prossimo capitolo della serie Splinter Cell (e se non siete ciechi lo avevate già capito), una discreta sterzata dal genere stealth version l’azione.

Poi vi racconterò una storiella buffa che mi è successa oggi, ve la anticipo con una ovvietà: il mondo dell’editoria è fatto di puttanelle gelose e permalose.


Ein, zwei.. DIE!!

23 gennaio 2009

Potrei semplicemente evitare di scrivere qualunque cosa su questo film e lasciarvi vedere questo:

 Invece mi lancerò in una lunghissima retrospettiva sulla tematica zombie associata al pericolo nazista con relativo approfondimento sulle tematiche più profonde quali: il dopoguerra, la simbologia dello zombi, la spersonalizzazione dell’individuo, il bisogno dei giovani di rapportarsi agli altri e così via.

Ed è inutile che tentiate di scappare, ho chiuso le porte.

Tranquilli, scherzavo.

Il trailer di questo Dead Snow è talmente bello che credo ci sia veramente poco da aggiungere,  quasi quasi non vado nemmeno a vedere il film per non rovinarmi la versione che mi son fatto in testa. La scena in cui i giovani, prossimi al massacro, prendono falce, martello e MOTOSEGA e si lanciano contro l’orda urlante di zombie nazi accompagnati dall’Inno alla gioia è di un lirismo che mi ha quasi fatto piangere.

Gli ingredienti ci son tutti, la zona isolata, le leggende, gli zombie nazisti e lo splatter, solo il lato femminile mi pare poco curato (peccato) ma soprattutto ci sono gli ZOMBIE NAZISTI (l’avevo già detto?) (si) (fatti i cazzi tuoi). Sicuramente non lo vedremo mai nelle nostre sale quindi sarò costretto a scaricarlo brutalmente importarlo (nel caso speriamo che ci siano i sottotitoli perchè il norvegese ancora non lo so bene bene), ma mi sembra comunque un ottimo modo per sprecare due ore di vita.

L’ho già detto che ci sono gli zombie nazisti?


L’eroe del giorno

20 gennaio 2009

Ci sono giorni in cui mi fermo e penso “cazzo ho 27 anni e ancora non ho fatto un cazzo della mia vita, c’è gente che ha 20 anni comandava legioni e decideva le sorti del mondo mentre la mia decisione più drammatica è se andare a lavoro in bici o in motorino”, e anche senza andare troppo indietro nella storia, intorno a noi è pieno di uomini da prendere come esempio, individui che con i loro gesti e le loro parole ci ispirano e ci fanno sperare in mondo migliore.

Avrete capito tutti di chi sto parlando..

 

Eh? Come?

 

Obama?

Ma no, pazzi, vi sembra questo il posto per discorsi politici?

Sto parlando di John Henry, nerd allo stadio terminale, che si è fatto sposare da un tizio travestito da MASTER CHIEF. (Piccolo inciso per quelli che vivono nella grigia realtà e non sanno chi è Master Chief, cliccate qui e non rompete il cazzo, bifolchi, e rendetevi conto che non conoscete il prodotto che, nel giorno del suo lancio, ha battuto ogni record dell’industria dell’intrattenimento, film compresi.).

 

Adesso può fraggare la sposa

"Adesso può fraggare la sposa"

 

 

Si si, avete capito bene, un uomo ha indossato i panni di un personaggio dei videogiochi e ha dichiarato due individui “compagni di squadra per sempre” e gli ha augurato “cento di queste kill” e nessuno è stato portato fuori dalla chiesa in preda alle convulsioni.
No dai non ridete che i matrimoni son cose serie.
La cerimonia si è svolta in una cappella addobbata in modo da ricreare una mappa del gioco, mentre il tema musicale principale è stato OVVIAMENTE usato come marcia nuziale. 

Se ancora siete li a chiedervi come una donna possa acconsentire a tutto questo dovete sapere che John ha conosciuto la sua dolce metà, pardon, la sua dolce compagna di squadra, proprio giocando ad Halo e la ciccia di lei che ricade sul vestito da sposa ce lo conferma tristemente.

 

un briciolo di dignità

Non compresa nell'immagine: un briciolo di dignità

 

 

No davvero non c’è un cazzo da ridere eh? La gente da anni si sposa con preti, ma anche sposi e invitati, vestiti da Elvis, da Klingon (un matrimonio molto più divertente di quello romulano, a dire il vero)o da alieni e chi vi scrive si farebbe sposare molto volentieri da Darth Vader (rossa se sei in ascolto sappi che non sono disposto a cedere, so che preferisci come officiante una sosia di Vasquez da Aliens ma sarò irremovibile).

Quasi quasi propongo la cosa in parlamento e provoco una ondata di infarti e diarrea a spruzzo nelle file cattoliche di entrambi gli schieramenti.

Ah e ho dimenticato il matrimonio di Star Trek, la cui foto è palesemente pubblicitaria vista l’avvenenza della sposa (che trattiene a stento le risa isteriche).


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