Qualcuno di voi avrà sicuramente dimestichezza con la figura del sergente Gunny Highway

Ovvero colui il quale ha bevuto più birra, pisciato più sangue e chiavato più mignotte di tutti noi messi assieme.
Un eroe della guerra di Corea, cazzuto, incazzato e stanco.
Adesso immaginatelo in pensione, sempre cazzuto, sempre incazzato ma ancora più stanco ed otterrete il protagonista di Gran Torino: Walt Kowalsky.

Walt vive con il suo cane, è intollerante, razzista e vuole solo che il mondo si faccia i cazzi suoi e lo lasci in pace, visto che ha appena seppellito la moglie, i figli lo vedono come un peso, i nipoti aspettano che muoia per ereditare la sua bellissima Gran Torino.
Ma è inutile che continui a raccontarvi la storia, quella ve la trovate da soli, parliamo delle emozioni.
Gran Torino è la vittoria del COME sul COSA, è una storia dalle premesse banali, il classico vecchio brontolone che lentamente si apre al mondo e impara a convivere con gli altri, che messa in mano a Clint diventa un capolavoro.
Perchè Dirty Harry ha uno stile semplice (non facile eh? semplice) ed essenziale ma non per questo banale o lacunoso, c’è tutto quello che ci dev’essere e non una parola di più ne di meno.
I temi toccati sono tanti, la vecchiaia, il rapporto con i figli, la crescita personale, il coraggio, i lavoro come strumento di formazione, la degenerazione dei costumi e la trasformazione dell’america in un paese sempre più multi etnico.
La storia scorre placida e costante senza scene inutili ne strappi improvvisi, alternando momenti intesi e leggeri con il giusto metro, prendendosi tutto il tempo necessario a definire i personaggi, i loro cambiamenti e per costruire l’epilogo della storia, e signori, che epilogo
Una pellicola che NON PUO’ lasciarvi indifferenti, alla fine piangevo come un vitello sgozzato, ma io non faccio testo perchè basta che mi ritrovo davanti il finalone epico/sacrificale e parto, e figuratevi che piangeva pure la Rossa, che di solito non versa una lacrima neppure se un aereo pieno di orfani, vecchini felici e mamme incinte cade su un canile pieno di cuccioli di labrador gestito da reduci di guerra.