Per vivere meglio in azienda placca il tuo direttore vendite [aggiornato con video e foto]

Marcelo, il Sottoscritto e il Nuzzi un attimo prima di sapere che non cera lopen bar

Marcelo, il Sottoscritto e il Nuzzi un attimo prima di sapere che non c'era l'open bar

Festival della Creatività, 15 Ottobre, gente che la mattina si era alzata pensando a tutt’altro che placca giocatori di serie A1 di rugby . L’idea può sembrare stramba, ma alla fine neppure troppo, anche perché lo abbiamo già fatto. Prendere gente che il rugby a malapena sa cosa è, impiegati, direttori vendite, agenti di commercio, passanti ignari e  buttateli nel nostro mondo di touche, placcaggi, mischie e… cosa impensabile per chi passa le sue giornata in ufficio, contatto fisico.

All’inizio nessuno pensa di farcela, magari seguono il rugby in televisione ma lo vivono come qualcosa di distante, lontano, come la formula uno. Tutti preferirebbero baciare uno scorpione piuttosto che prendere in mano una palla ovale, poi vengono tirati su in touche, provano una mischia e immancabilmente regrediscono allo stato di ragazzini in un parco giochi, pronti a rotolarsi nel fango e lottare come un branco di cani. E’ bello vedere persone normali prendere confidenza con lo sport, darsi un sacco di botte e tornare in ufficio col sorriso e, magari, accarezzare l’idea di giocare in qualche squadra dilettante. Poi ovvio che se siete donne e arriva un metro e novanta di fascino argentino (che si è trombato mezza firenze, ma io non vi ho detto niente) a chiedervi di dargli un placcaggio, troverete di sicuro ottimi motivi per fare quattro passi nel pianeta rugby, chissà come mai quando io invito la gente a fare le mischie mi guardano tutti come se gli offrissi un gelato di chiodi e vinavil, mah.

La dimostrazione di Giovedì è andata bene, molto bene, meglio di come speravamo. Partendo da una sala vuota, due palloni ed un microfono siamo riusciti a coinvolgere un sacco di gente (soprattutto donne, e tutte che facevano le foto all’argentino Marcelo, continua a non capire perchè) e a trasmettere un po’ del nostro entusiasmo e della nostra voglia di non prendersi mai sul serio, per farvi un’idea ecco qualche foto da flickr o su intoscana.it ed un video che Stefania mi ha linkato nei commenti e che vale più di tutte le parole scritte fino ad ora, un altro video lo potete trovare qua, dal minuto 10:10 in poi.

Se avete o fate parte di una azienda e sentite che è arrivato il momento di spezzare le reni con un placcaggio a quel bastardo dell’ufficio marketing fatevi sentire, i vostri dipendenti (quelli che ne usciranno vivi) vi ringrazieranno.

5 risposte a Per vivere meglio in azienda placca il tuo direttore vendite [aggiornato con video e foto]

  1. Stefania scrive:

    E’ stato un evento veramente ben riuscito, grazie soprattutto all’entusiasmo dei trainer. Nonostante proponiamo il rugby come metafora per il Team Coaching da qualche tempo ormai, continua a stupirmi il coinvolgimento che si riesce a creare anche in gruppi di persone che spesso a malapena si conoscono.

    Mi sono chiesta com’è che ogni volta accade questa magia… la risposta più plausibile è che riusciamo a trasmettere con forza e passione i valori che sono alla base del Rugby, uno sport molto particolare che in fatto di gioco di squadra ne ha da dire probabilmente molto di più di altri sport.

    E il fatto che si riesce a trasmettere certi valori del Rugby, che poi sono fondamentali anche per le imprese, si deve al fatto che i trainers in primis quei valori, non solo li conoscono bene, ma li vivono quotidianamente magari da quando sono piccoli.

    Questa, secondo me, è la differenza tra un Team Coaching che si appoggia a interventi di formazione esperienziale per fare qualcosa di diverso o concedersi uno svago fuori dall’ambiente aziendale e un Team Coaching che porta un nuovo modo di pensare, agire, lavorare nell’impresa.

    E bando alle chiacchiere… vedetevi il video:

  2. [...] “Prendere gente che il rugby a malapena sa cosa, impiegati, direttori vendite, agenti di commercio, passanti ignari è e buttarla nel nostro mondo di touche, placcaggi, mischie e… cosa impensabile chi passa le sue giornata in ufficio, contatto fisico…” [da http://loffio.wordpress.com] [...]

  3. [...] dove trovate, fra l’altro, tutti i video del nostro intervento alla Fortezza. Questo invece l’articolo di Lorenzo (da leggere ).   Nota personale: una menzione speciale va fatta a Lapo, che con un sangue freddo [...]

  4. [...] e schifate dal fango, in una squadra di pazze pronte a lanciarsi di testa sulle ginocchia altrui (e non è la prima volta che ci riusciamo), che poi lo facessero solo per brancicare chiappe maschili o per ritrovare fiducia in se stesse [...]

  5. [...] e schifate dal fango, in una squadra di pazze pronte a lanciarsi di testa sulle ginocchia altrui (e non è la prima volta che ci riusciamo), che poi lo facessero solo per brancicare chiappe maschili o per ritrovare fiducia in se stesse [...]

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