India, terra di santi indiani, poeti indiani, navigatori indiani.

 

Le pizze mi portano nuovamente in India. Questa volta è il turno di Mumbai, luogo famoso per il fatto che per una normale chiacchierata  vengono coinvolti corpi di ballo di almeno 50 persone.

Almeno stavolta sono preparato a un’idea abbastanza sbarazzina del contromano, una cucina che dopo 2 minuti dall’inizio del pasto è tutta uguale un inquinamento atmosferico in grado di cambiarti il colore della camicia.

Chissà magari in India ritrovo me stesso e la vena per scrivere qualcosa di interessante qua dentro (perché diciamocelo, ultimamente questo spazio fa proprio cagare), comunque ci rivediamo il 23.

2 risposte a India, terra di santi indiani, poeti indiani, navigatori indiani.

  1. Andrea scrive:

    Voglio porti questa domanda:

    “Hai mai cagato se non ti scappava?”

    Non credo, e allora non scrivere se non ti scappa di scrivere. Però in realtà a noi fa piacere anche affacciarci sul blog e leggere qualcosa che non sia estremamente provocatorio, moderno, allegoricamente stimolante o che altro… la qualità ce l’hai e non devi manifestarla sempre a chi sa che ce l’hai.

    (Sembra il discorso di Bilbo sulla “metà della metà di voi” lo so.)

    Buon BOMBEI

  2. Bargle scrive:

    Questo è palesemente il MALOCCHIO per non aver mai finito la storia di Guantini…

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