Modern Game Journalism: The Movie

13 novembre 2011

Come si confà a chi torna sulle pagine del proprio blog dopo parecchio che non scrive, volevo tornare con un video.

Ma siccome Gametrailers ha un embedding dei video particolarmente farlocco, o magari è colpa di WordPress, non lo so, il video ve lo posso solo linkare.

La storia è classica parabola del successo a cui Hollywood ci ha abituato da tempo: Un uomo, la sua ascesa al potere, un sistema malato che gestisce la vita di milioni di persone, la scelta di uscire dagli schemi e l’inevitabile caduta.

Modern Game Journalism: The Movie: The Trailer 

Per tutti quelli che pensano che recensire un gioco sia una cosa facile.


Più metavideoludico di così si muore…

4 febbraio 2011

Anche a voi gli fps moderni sembrano tutti uguali?

Mi chiedo se sia un gioco vero o no.


“It’s every man for himself, Freckles”

28 settembre 2010

Qualcuno mi sta pestando un piede, ho un gomito sconosciuto fermamente piantato tra le costole e un terzo spinge ed ansima alle mie spalle.

Orgia mal coordinata?

No, sono semplicemente stato così coglione da infilarmi un buffet.

Mai, mai infilarsi in un buffet.

Nonostante alcuni di noi passino il loro tempo in attività discutibili quali il frequentare stadi, guardare reality show e leggere libri di Moccia, possiamo affermare che tutto sommato viviamo in una società che si è da tempo liberata di quegli istinti primordiali che ancora prevalgono in certe zone del pianeta.
Questo non vuol dire che non siamo circondati dai selvaggi, analfabeti, grezzi, ignoranti, stronzi, cafoni, ma uscendo di casa non dobbiamo guardarci dai famigerati squatter di Kenshiro che passano il loro tempo andando in moto e leccando le lame dei coltelli, ne siamo costretti a lottare con i mega cotton-fioc di american gladiator per l’ultimo pezzo di magro scelto.

Ci sono alcune situazioni però che sono in grado di riportarci in un millisecondo netto ad una condizione primordiale, potrei citarvi la lotta per una femmina, lo stare solo in casa in casa nutrendosi di pizze da asporto… ma niente è comparabile ai buffet, non ci sono cazzi, che siate una vecchia signora del country club, un giovane rampante col tavolo fissato in discoteca, un centroscialino con la maglietta “Resistencia” o un vecchio di 60 anni, quando la parte più antica del vostro cervello percepirà la presenza di cibo gratis vi trasformerà in un tirannosauro sterminatore figlio di puttana, in lotta per una carcassa di brontosauro.

Ed è per questo che li evito come la morte.

Non c’è speranza, non c’è patina di civiltà, non c’è cultura che tenga, quando arrivano i vassoi un locale alla moda può trasformarsi nel centro di Haiti in trenta secondi netti, non importa se siete una signora in abito da sera e inseguite il cameriere che porta via il vassoio vuoto perché ci volete inzuppare il pane (giuro) o se siete un gruppo di pensionati che si coalizza come un branco di velociraptor per tenere lontani dal tavolo dei panini i bimbi dell’asilo (giuro anche su questa), in qualunque caso non osate opporvi o tentare di far rispettare una fila, altrimenti come nei film di zombi, dove lo sbruffone che non credeva nell’invasione/dottore pazzo che li ha scatenati/cattivo finisce smembrato da centinaia di mani mentre urla “NOOOOOAAOAAAAAARRGGGHHH!!” guardandosi gli intestini.

Nel buffet non esistono parenti, amici, sorelle, fratelli e scale gerarchiche, non esiste pietà in questo dojo, siamo tutti uguali e tutti soli.

A pensarci bene, i buffet sono la vera livella.


Voglio un venerdì Bollywood

24 ottobre 2008

Mel Brooks diceva che di solito quando parecchia gente si raduna negli stessi posti si tratta di Guerra.
Si sbagliava, di solito quando parecchia gente si trova nello stesso posto, si tratta di un film di Bollywood.

I più scafati di voi sapranno di cosa parlo ma per tutti gli altri dico solo che con Bollywood, fusione di Hollywood e Bombay, si intende il cinema popolare in Indiano, la cui caratteristica principale è mettere 250 indiani arrapati e 250 indiane rizzacazzi nella stessa stanza, imbottire tutti di lsd, accendere uno stereo, la macchina da presa e quello che succede succede.
Normalmente nei due gruppi è possibile identificare le due figure principali, “il guappo” per gli uomini e “la trota” per le donne.

Ecco un pratico esempio, che vi farà gridare OLD!

Oltre a capire da chi Michael Jackson ha rubato le sue coreografie… posso solo immaginare il fastidio di non potersi baccagliare con calma la suddetta trota perchè sei costantemente seguito da un esercito di stronzi vestiti tutti uguali che si muovo seguendo la medesima tarantella (e ballare insieme a loro per un po’ non li fa andare via, anzi!).

Immaginate cosa non deve essere cagare attorniati dal vostro personalissimo corpo di ballo che fa la breakdance ad ogni vostra spinta.

Ma immaginate anche come sarebbe uscire dal vostro ufficio, studio, scuola, fabbrica o scantinato puzzolente e vedere che il mondo intorno a voi si è messo a ballare felice come un ubriaco e vestito come un cieco cosparso di colla e buttato in un armadio.

E non aspetta altro che voi per completare la coreografia.
Vi sfido a dire che poi la vita è una merda e scriverlo sul vostro blog bordato di nero.

Perchè a volte nella vita l’unica cosa da fare e ballare come se nessuno stesse vedendo.

Un po’ come il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post, ovvero superman e spidergirl che usano la forza del ballo per commettere crimini contro l’umanità.

Superate il primo minuto e poi vediamo se ancora non vi hanno cacciato dall’ufficio perchè ridevate troppo.

Affanculo gli eroi tristi, adulti e problematici che ci propina Hollywood in questo periodo, il superman di Bollywood limona duro a 50 metri d’altezza, c’ha un movimento d’anca che pare la Lollo ai tempi d’oro e all’occorennza vi prende per i coglioni e vi lascia a roteare lentamente in aria.

Bollywood!


Dobbiamo fare qualcosa di veramente mitico…

23 ottobre 2008

O questo blocco dello scrittore non se ne andrà.

p.s. nuzzi quella touche la potevi prendere a due mani mentre te, fanelli, ti potevi rischierare meglio, la sconfitta di domenica è solo colpa vostra.

Io nel frattempo, dopo aver visto questo motivator, sto pensando di installare in ufficio una cantinetta segreta.

Voglio dire… non credo ci sia niente di meglio di un bel goccio di torbato mentre il cliente al telefono si lamenta “che lui ha pagato ed quindi vuole essere servito perchè insomma qua funziona a sprazzi e non mi interessa se ci sono altre persone che aspettano io voglio la priorità perchè qua si lavora e insomma non ci siamo capiti io ho una azienda seria non è che posso far aspettare i clienti e non è colpa mia se non faccio mai il backup e poi perdo tutti i dati ma che serietà è questa…”

Il fatto di non aver messo neppure una virgola è voluto.

E comunque nonostante questo potrebbe andare peggio, potrei fare il magazziniere e spaccarmi la schiena tutti i giorni, potrei lavorare in miniera o potrei non aver neppure un lavoro… invece apparte qualche noia trascurabile, tipo il fatto mi vengono le bolle quando suona il telefono,  che piuttosto che occuparmi dei problemi degli altri metterei il cazzo nella porta cantando “Oh susanna” ed una leggera tendenza alla sbronza malinconica direi che la vita procede stabilmente.

Se solo ogni giorno non fosse uguale a quell’altro, cazzo.

Stavo inoltre pensando come con l’avvento di facebook i blog personali stiano piano piano scomparendo, grazie ai social network possiamo far fare agli altri i cazzi i nostri in maniera molto più semplice.

Sapete cosa, quasi quasi mi guardo “evil aliens” e poi vi dico cosa ne penso.


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