Diablo III – recensione

18 maggio 2012

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Avete presente in Trainspotting il tizio che non si droga, pulito, classico bravo ragazzo, che a causa di Renton e Sick Boy comincia a drogarsi come una bestia e finisce male?

Beh c’è stato un tempo in cui ero il Renton dei videogiochi, solo decisamente più in carne, erano i tempi in cui si bestemmiava per Sensible Soccer e non per Pro Evolution, tempi lontani, ma per certi versi molto simili a oggi, perché nell’industria dei videogiochi niente cambia, diventi solo più vecchio e con meno tempo.

Avevo un amico che i videogiochi li seguiva veramente di striscio, giusto qualcosa al bar, tanto per passare il tempo, il classico tipo che una volta trovavi fuori dal bar su un motorino a limonare con qualcuna, ma che tutto sommato a scuola tirava dritto senza troppi problemi.

Poi un giorno questo mio amico venne a casa mia e fece la domanda fatidica.

“Cos’è quello?”

All’epoca ero giovane, non sapevo, non pensavo, non immaginavo che da grandi videogiochi derivassero grandi responsabilità, e quindi risposi inconsapevole:

“Si chiama Diablo, vuoi provare?”

Da quel giorno il mio amico cominciò a farsi vedere poco in giro, al bar non lo trovavi più, buttò nel cesso un trimestre, finché la madre non gli stacco il PC, e quando mi incrociava parlava SOLO di Diablo, anche mesi dopo la sua uscita.

Li per li ero solo felice di avere qualcuno con cui parlare delle mia passioni, ma col tempo mi resi conto che avevo condotto un ragazzo alla perdizione, e me ne pentii.

Poi, come spesso accade, ci siamo persi di vista, la vita ci ha portati lontani per anni, e non ho più saputo niente di lui per molto tempo.

Tempo fa l’ho rivisto, abbiamo chiacchierato dei rispettivi lavori, della casa, delle donne… finché ad un certo punto è sceso tra di noi uno strano silenzio, mi ha guardato dritto negli occhi, e con voce calma mi ha detto.

“Oh ma lo sai che con Diablo m’hai fottuto un anno della mia vita?”

Tutto questo per dirvi che forse non dovreste leggere la mia recensione di Diablo III (credo di essere il primo in Italia, ma evitiamo di pompare troppo l’ego), e forse non dovreste neppure comprarvi il gioco.

Se proprio non volete darmi retta, ci vediamo a Tristram, io sono quello appoggiato al bancone della locanda.


Il finale di Mass Effect 3: lo spiegone definitivo.

1 aprile 2012

 

Il finale di Mass Effect si sta decisamente configurando come lo psicodramma più grande che abbia mai avuto luogo nell’industria dei videogiochi.

Seriamente, se non seguite questo mondo, non potete neppure farvi un’idea di quanto se ne parli, immaginatevi Ustica, l’11 Settembre e le Scie Chmiche tutte condensate in un unica discussione in cui la maggior parte dei partecipanti ha fin troppo tempo libero da spenere in rete.

Quindi, visto aver scatenato la polemiHa con l’articolo relativo al perché non si dovrebbe cambiare il finale di Mass Effect 3 mi pareva poco, ho deciso di tornare sul luogo del delitto e analizzare passo passo tutto il finale.

E dopo aver scandagliato per due giorni pagine pagine di forum pieni di gente che ha preso la faccenda più a cuore della cura per il cancro, sono giunto ad alcune conlcusioni

1) La gente non c’ha veramente un cazzo da fare, e questo è bene, visto che io campo delle futilità altrui.

2) Se vuoi fare il finalone “Inception mi fa una sega a due mani”, prima faresti bene ad assicurarti che il tuo pubblico di riferimento non sia fatto di persone che volevano il finale coi botti e le astronavi in parata.

3) Se criticate il finale potrebbe essere che non c’avete capito un cazzo.

Perché? Eh leggete qui e più non dimandate.


Vieni anche tu a darmi del venduto su Eurogamer.it!

25 marzo 2012

“È inutile considerare i videogiochi opere d’arte se alla resa dei conti non ci crediamo neppure noi”

Ho fatto un editoriale “leggermente polemico” sullo psicodramma del finale di mass effect 3.

Se avete voglia di buttarvi nel flame, potete trovarlo qua.


Loffio does Transformer Prime

19 marzo 2012

 

Mentre tutti sono li sul sito della Apple, col ditino pronto a ordinare l’iPad 3, io mi sono fatto un giretto col Transformer Prime, l’ibrido a metà tra un tablet e un ultra-pc che Asus propone a tutti quelli che vogliono un tablet figo che possa montare una tastiera quando serve.

 

Il risultato lo potete leggere su Eurogamer.it, magari prima di comprare l’iPad 3 (anzi “il nuovo iPad) a scatola chiusa.


Andate a Londra, paga Nintendo

7 febbraio 2012

 

Siete fan di Final Fantasy?

Vorreste chiedere al suo creatore, Mr Sakaguchi, perché non vi ha permesso di resuscitare Aeris e mille altre cose da veri otaku?

Sapete che sta per uscire il suo prossimo progetto, The Last Story, su Wii?

Vi piace l’idea di scroccare a Nintendo un viaggio a Londra?

Se avete risposto sì ad almeno una domanda, ho qua il concorso che fa per voi.

Nintendo, in collaborazione con Eurogamer, ha deciso di creare un concorso per inviare un dei lettori fino a Londra per intervistare Hironobu_Sakaguchi, creatore dei primi 10 Final Fantasy, di Lost Odissey e dell’imminente The Last Story.

Basta conoscere un minimo di inglese e avere in mente qualche domanda interessante.

Trovate tutte le informazioni qua, e sbrigatevi, che scade domani!


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