Ebbene si, cari lettori, dopo mesi di assenza Guantini e Er Cotenna sono di nuovo fra noi.
Le ultime scene dello scorso capitolo ci avevano lasciato con la triste immagine di Guantini avviluppato in pose laocoontiche con due individui dal dubbio orientamento sessuale, al termine di una emozionante corsa motociclistica sul filo dei sessanta all’ora.
Questo nuovo capitolo ce lo presenta stordito, sanguinante e incatenato chissà dove ad una tanica di Spritz. Non capisco però il terrore, dovrebbe ormai essere abituato a svegliarsi con roba calda sulla faccia in luoghi sconosciuti. Notate la bellezza degli effetti speciali: il sangue fatto con le tempere ed un nodo fatto talmente a cazzo di cane che Guantini si deve tenere le mani per non farle cadere lungo i fianchi.
Notate la prova d’attore del nostro eroe nel simulare lo spavento per ave trovato una maschera di Halloween nello scantinato della cascina di chissà quali contadini avvinazzati. Menomale che si è ricordato di tenere le mani all’interno del presunto nodo (lasco come le cavità della madre del creatore di questo capolavoro), sennò era un casino.
Da ora in poi reggetevi forte perchè è un crescendo continuo. Si comincia col tizio in tutta mimetica dell’esercito e scarpa da ginnastica rubata in palestra che brandisce uno spaventoso pistolone fallico dotato del regolamentare tappo rosso d’ordinanza. Le ginocchiere sono il vero tocco finale: dovrebbero dare l’aria da Delta Force e invece sottolineano impetosamente le gambine rachitiche del misterioso marmittone che, oltre ad indossare quattro felpe e due giubboti salvagente per riempire la parte superiore, si concede un gigioneggiante cavallo basso in stile West Coast.
La prima immagine tradisce i veri pensieri di Guantini, palesemente imbarazzato per l’ascella pezzata che fa bella mostra di se e che giustifica la bandana dello sgherro. Anche in questo caso abbiamo prova della grande varietà di espressioni del nostro attorone, un brusco cambio di tendenza rispetto ai capitoli precedenti in cui pareva una orata sul banco della Vucciria.
La prossima pagina richiede una doverosa presentazione. Questo fotoromanzo è popolato da personaggi decisamente surreali, il Commissario Puzzone, la chimica con l’occhio da triglia che spacciava gli stereo per spettrometri di massa e così via. Ma niente, niente può prepararvi a lui: Il Generale Basco Rosso. Un uomo dalla faccia dura e i modi spicci che ingentilisce il proprio carattere con un vezzoso baschetto alla francese rosso acceso, dono di una zia benestante scomparsa prematuramente e mai del tutto dimenticata, che lo fa assomigliare ad un enorme pene arrossato e semovente. Gli occhiali da sole donano mistero e fascino alla figura ma hanno il solo scopo di celare le laGrime del nostro villain quando il ricordo della suddetta Zia lo travolge nelle uggiose sere d’autunno.
E con l’ingresso sulla scena di questo nuova et sfavillante figura si conclude questa prima parte del quinto capitolo, chi è il Generale Basco Rosso? Non gli hanno detto che quest’anno va di moda il giallo? Cosa vuole da Guantini? Con che coraggio di metti una mimetica con le scarpe da ginnastica?
Lo sapremo (forse) nel prossimo capitolo…





Pubblicato da Loffio 





































