Ok non c’è Van Damme…

12 maggio 2010

… ma è comunque una delle cose migliori uscite su Street Fighter, molto meglio di quell’abominio che il mondo chiama The Legend of Chun-Li

Purtroppo, per adesso, è solo un cortometraggio.


Zapper

12 marzo 2009

Questo racconto è ispirato dal una immagine postata dal Semola, se non vi piace prendetevela con lui.

Essere bambini negli anni ottanta voleva dire godersi gli albori del consumismo senza dover mai dire “basta”. Voleva dire Barbie e Ken, la pallapazza che strumpallazza, la pista polystil, lo slime, pomeriggi di sole passati fuori,  nascondino, acchiappino, strega comanda color, ginocchia sbucciate, il crystal ball (terrore di ogni madre), la Jaguar matic, Topolino. Oppure tuo padre poteva metterti  in mano uno strano affare di plastica e dirti “gioca”.

Il 22 febbraio dell’85, a 5 anni, feci la mia prima partita a pong.

2 anni dopo lavavo le macchine di tutto il vicinato per comprarmi il Nintendo.

Lo presi prima dell’Estate e fui l’unica bambina (si avete capito bene, bambina) della mia classe a tornare a settembre bianca come un morto.
Ma avevo guadagnato il rispetto di tutti i bambini del quartiere per averli stracciati a Duck Hunt.
Non cercavano neppure di guardami sotto la gonna, mi temevano.

So cosa state pensando “ecco l’ennesima storia del nerd che ricorda i bei tempi andati e si vanta di essere uno della vecchia guardia”.
E invece no, a 16 anni cominciai a sentire l’impulso di giocare con qualcos’altro, presi il nintendo, l’atari, il gameboy e tutto il resto, li misi in una scatola sotto il letto e uscii di casa.
Le prime esperienze con l’altro sesso non furono proprio esaltanti, c’era qualcosa che non andava ma non capivo se ero io o erano loro. Mi sembrava di essere tornata a quando avevo 10 anni ed una cartuccia del Nintendo non funzionava, la inserivo, la toglievo, soffiavo, riprovavo.. ma proprio non andava.

A 17 anni ero ad una festa e per farlo indurire ai maschietti mi misi a baciare una mia amica… e capii che i joystick proprio non mi piacevano.

Qualche anno dopo ero a casa di una ragazza, facendo quello che pensate possano fare due ragazze, ero sdraiata su un divano, rilassata e ansimante.

Quando lo vidi.

“Di chi è quello?”

“Uh? Cosa?”

“Quello li… di chi è?”

“Ma è un vecchio affare di mio fratello, ci passava le giornate… ma che te ne frega scusa? Lasciami continuare…”

“Si si scusa…. vieni qui..”

Cercai di rilassarmi di  nuovoe godermi lo spettacolo.. ma non c’era verso di togliereselo dalla testa.

Era un Nintendo, uno dei primi modelli dell’88, proprio come quello che dormiva eternamente sotto il mio letto.
E dopo 10 anni dal giorno in cui chiusi quella scatola… mi venne nostalgia di quei pomeriggi passati a battere record su record.
E che ci crediate o no, mi sentii in colpa col mio povero nintendo ibernato sotto il mio letto.
Che colpa ne aveva lui se ero cresciuta?
Anni di divertimento.. e come lo ringraziavo io? Mettendolo in una bara..

Ed ora me lo ritrovavo danvati, a distanza di anni, chiuso nel suo silenzio accusatorio mentre io mi sollazzavo su un divano, incurante delle sue sofferenze.

Dovevo assolutamente fare pace… ma come?

“Che hai? Ti sento distante… Che ti succede?”

“Scusa ma sono distratta…sto avendo degli strani flash della mia infanzia… chissà perchè (col cavolo che le dicevo dei miei pomeriggi su Duck Hunt)”

“Dai che succede? C’è qualcos’altro che posso fare?”

E non so come mai, lo dissi

“Fammi fare la pace col Nintendo”

Ci misi mezz’ora a spiegarle tutto e dieci minuti per farla smettere di ridere.

Ma alla fine… fu l’orgasmo più forte della mia vita.

D’altronde come si dice: litigare è bello perchè poi si fa la pace, no?

L’immagine ispiratrice la trovate dopo il salto.

Leggi il seguito di questo post »


I regali che non mi avete fatto

24 luglio 2008

Se ogni tanto passate di qua vi sarete sicuramente sciroppati il patetico post sui regali di compleanno che ho fatto l’altro giorno, tutto molto bello, tutto molto “metto la mia vita in rete così quando ucciderò qualcuno o morirò di overdose Silvia Vada potrà spulciare questo pagine”.

Ma la verità è che se c’è una cosa, oltre al porno, che internet produce in grande quantità… questa cosa sono le cazzate su cui sputtanare investire gli stipendi

Sputtaniamolo insieme dunque con questa pratica top five di REGALI CHE NON MI AVETE FATTO (BRUTTE MERDE).

Io di solito non porto cappellini, mi danno fastidio e non so mai dove appoggiarli quando li levo, in particolare questo modello che gli americani chiamano “trucker hat”, ma nel mondo dei nerd questa è una fottuta corona.

Maglietta numero uno su cui penso non ci sia bisogno di commentare

maglietta numero due, su cui penso ci sia ancora meno bisogno di commentare (questa se la gioca con quella dell’USS NOSTROMO a dire il vero).

Gli elicotterini che combattono tra di loro (anche se sono un bambino solitario).

Il primo colpo fa girare l’elicottero in modo incontrollato, il secondo fa perdere potenza, il terzo spegne il rotore. AVVERTENZA: possono rompere la più salda delle amicizie.

La sciarpa più bella del mondo (e lo dice uno che non mette le sciarpe) e che vi garantirà un inverno al riparo da fastidiosi rapporti sociali (a meno che non troviate un coglione come me).

Ed ultimo, ma non meno importante, un regalo utile in ogni momento, al bar, in stazione, all’autogrill, in trasferta con la squadra, nella pausa pranzo o semplicemente quando volete riprendervi dal logorio della vita moderna…

No non sto pensando di scolarmi una boccia di Cynar, sto parlando de:

LA VAGINA DA VIAGGIO!

Due euro al distributore e passa la paura, basta noiose cene fuori, basta filtrare le frequenze della sua voce, basta farsi stare simpatiche le sue amiche! VAGINA DA VIAGGIO! Per l’uomo che non deve chiedere mai “me la dai?”

 

P.s.

le magliette valevano per uno.


Momento amarcord: Soul Edge/Soul Calibur

29 giugno 2008

In un era in cui il picchiaduro 3d o si chiamava tekken o virtua fighter un giorno arrivò questo gioco.
Di solito lo comprarvi per vedere qualcosa di nuovo, magari non eri neppure convinto, oppure eri tentato dalla variante delle armi, personalmente non avevo idea di quanto poi mi sarebbe piaciuto.

Poi inserivi il cd e partiva questa:

Ed erano brividi, e brividi sono ancora.

Ma sto’ gioco non era solo una bellissima presentazione, era fatto di armi perfette, personaggi bilanciati e carismatici  (anche se quello coi nunchaku era parecchio forte e facile da usare) e da una bellissima ed intricata modalità storia, e poi le tette della ninja ballavano benissimo.

E poi c’era una presentazione spettacolare

Ve l’ho già detto che aveva una bellissima presentazione?

Si?

Bene allora torno ad ascoltarla a nastro per qualche ora. 

ah, il pezzo si chiama “The Edge of Soul”.


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