Scusate…

5 aprile 2011

avrebbe dovuto trovare posto l’ennesimo pezzo cabaret/nerdico, lo so, ma la mia produttività di bloggatore sta subendo attacchi da nuovi ed interessanti nemici:

Sto provando Sword and Sworcery, probabilmente la cosa più bella che potete provare su un iPad, se non ne avete uno, potete sempre comprarne la colonna sonora su iTunes di Jim Guthrie, se vi piace la musica 8-bit (ma anche se non vi piace).

Sto studiando sceneggiatura (avete consigli?).

Sto pensando di realizzare un documentario (idem).

Sono alla continua ricerca di qualcosa che zittisca una voce interiore che dice che sono nei migliori anni della mia vita e sto sprecando tempo. Credo sia quella vocina che muove tutti quelli che hanno cercato di creare qualcosa nel mondo del cinema, dell’arte, dei videgiochi, di tutto. La voce che dice “hai delle cose interessanti da dire, dille a tutti”

Spesso, diciamo 9 volte su 10 quella voce sbaglia, e sei solo un presuntuoso di merda, ma non è questo il problema.

Il problema, alla fine della corsa, è essere Jerry Rice e non uno dei milioni di negri di cui nessuno sentirà mai parlare e che ci hanno provato.


Di volpi, uve, Apple e Nintendo 3DS

25 marzo 2011

Esce oggi in Italia il Nintendo 3DS, ultimo feticcio tecnologico della grande N, che molto probabilmente venderà come le pasticche ad un rave.

L’istinto è una brutta bestia, spesso ci fa agire in un modo che riteniamo giusto ma che non ci serve, ed oggi uscendo di casa l’istinto mi ha portato di fronte alla vetrina del mio negozio di fiducia, a calcolare se riuscivo a comprarmelo in pausa pranzo.

Poi mi sono fermato e mi sono reso conto che, pur non mancando i bei giochi, non tocco il mio vecchio Nintendo DS da mesi, e che probabilmente il suo successore farebbe la stessa fine.

Questo non perché sia improvvisamente invecchiato, ma ormai iPhone e iPad hanno vinto la sfida per il tempo che potrei dedicare ad una console portatile. Sono sempre con me (parlo ovviamente dell’iPhone), hanno un sacco di titoli interessanti, convenienti e che non hanno niente da invidiare graficamente parlando (3D escluso) a ciò che può offrire una console portatile. Inoltre, se mi stufo di giocare, con l’iPad posso leggermi un libro, navigare in rete o vedere un film. Addirittura, l’iPad 2 posso collegarlo ad un televisore ed usarlo come una console HD.

E questo Nintendo lo sa, leggendo tra le righe delle ultime affermazioni delle sue teste pensanti si legge una gran paura e una gran voglia di apparire come qualcosa di diverso e migliore rispetto al parco giochi Apple.

Ma anche se sono sicuro che potrei trovare mille scuse per comprarlo ( “mi serve per lavoro…), e sarei felice dell’acquisto, perché la passione per i videogiochi e la tecnologia 3D (anche se è veramente stancante per gli occhi) sono sirene difficili da zittire, mi sa che passerò questa mano, almeno per adesso, a meno che qualcuno a Nintendo non decida di farmi cambiare idea.

Tanto quell’uva è di sicuro acerba.

Solo che ho fatto lo stesso discorso per l’Ipad e poi sappiamo com’è andata a finire…

P.S.

Sarà un caso, ma oggi esce anche l’iPad 2.

P.P.S.

Non è che volete comprare un iPad 16giga senza 3G a 350 euro?


Swanstuck! Resoconto Gamescom 2

25 agosto 2010

Non sei un po' basso per appartenere alle truppe d'assalto?

Avrei voluto scrivere le mie impressioni giorno dopo giorno, ma la combo sveglia-vai al padiglione X-corri al padiglione Y-intervista al padiglione Z-cena-scrivi fino alle 4 di notte non aveva niente da invidare a quelle di Killer Instinct, quindi o le scrivevo post-fiera o facevo riposare mezzo emisfero alla volta come i delfini.
Colonia è tedesca come i panzer, i wurstel bianchi e l’efficienza. E’ identica a tutti i parcheggi che gli americani si sono lasciati dietro dopo quella gitarella del ’45 e che sono stati ricostruiti con lo stampino. C’è il centro città lastricato e pedonale, la via dei negozi, una tranvia efficientissima e una periferia progettata da Tim Burton.

E il centro fieristico più grande d’Europa.

Tutta la struttura è collocata lungo un corridoio lungo più di un chilometro, ai lati del quale si aprono enormi padiglioni più grandi di un campo di calcio. Dopo il primo giorno di fiera capisci perché i più scafati si portano dietro un monopattino. Fortunatamente gran parte degli incontri si svolgono in uno spazio relativamente ristretto, che è comunque più grande di un centro commerciale, peccato che quei pidocchiosi di Sony abbiano deciso di svolgere le loro presentazioni in un hotel a 10 minuti di cammino dalla fiera. Il risultato sono state stanze piene di nerdoni sudati e ansimanti che cercavano di scrivere qualcosa prima che il cuore battesse l’ultimo rintocco.

Sulla fiera c’è poco da dire, se sei un giornalista è il fottuto paese dei balocchi. Il mondo intorno a te è li per presentarti in anteprima ciò che gli altri proveranno solo dopo qualche mese, e per farti sentire a tuo agio ti riempirà di magliette, gadget e puttanate. Se poi mentre stai bighellonando tra un appuntamento e l’altro incroci Peter Molyneux che passeggia tranquillo per i corridoi, ci balbetti due parole come una scolaretta di fronte a Robert Pattison e ti fai autografare il pass (senza mandarlo in culo per quella truffa di Fable 2… diciamo che si fa pari con Populos via… perché Syndacate l’ha solo prodotto) allora potresti diventare il primo essere umano a raggiungere la luna facendo l’elicottero col cazzo.  A dire il vero però, lo zenit del “io so’ io e voi non siete un cazzo” (che ho già raccontato a mezzo mondo) è stato raggiunto solo quando ho superato una fila di tre ore per provare Diablo 3 (bello) grazie al passi VIP della Blizzard, attirandomi l’odio seboso di 400 individui che non vedevano l’ora di farmi vedere cosa avevano imparato da Street Fighter, altro che Billionaire.

Per saperne di più su quello che abbiamo visto  la cosa migliore da fare è leggere i pezzi su Eurogamer,it, vi dico solo che Guild Wars 2 spaccherà i culi e che adorerete Star Wars: Old Republic se volete WoW con le spade laser, ma visto che la maggior parte di voi non sa neppure da che parte si prende un pad.. credo che la smetterò qua.

Penso di non aver mai provato una sensazione così prima d’ora, ero nel posto giusto, col ruolo giusto al momento giusto, conoscendo gente interessante, ricevendo preziosi consigli e facendomi un culo così.

Purtroppo non riesco a scrivere questo pezzo meglio di così, quando la passione in quello che fai è troppa perdi quel punto di vista semidistacatto che è fondamentale per scrivere qualunque cose, mi sento come uno di quelli che per descrivere qualcosa urlano e gesticolano come invasati mentre gli interlocutori annuiscono sorridendo e intanto tolgono la sicura al taser.

Sono un fottuto fanboy del giornalismo videoludico, e non me ne frega un cazzo se tutti dicono che è un settore che sta morendo.

Sinceramente spero di non diventare mai come molti miei colleghi che vedono queste fiere solo come un fastidio necessario. Già veniamo pagati due lire per fare quello che facciamo, se ci manca pure la passione… che lo facciamo a fare?


Game Pro #14

17 luglio 2008

Da ieri è in Edicola il numero !4 di Gamepro, la copertina è dedicata al prossimo titolo dei geni che stanno dietro Okami, i Platinum Games, ed il titolo sembra promettere bene (anche se pare Sin City on steroids). All’interno trovate il solito buffet di portate prelibate(tipo la recensione di MGS4, la retrospettiva su Residen Evil 2 e l’intervista al creatore di Ico e Shadow of the Colossus) e qualche anteprima succosa (Ubisoft, Warhammer Online su tutti).

Ve ne parlo perchè tra le recensioni c’è quella di Opoona, simpatico gioco per Wii, la quale è stata tradotta e adattata dal sottoscritto, si è vero non è molto ma da qualche parte bisogna pur iniziare… e la gavetta è sempre gavetta…


Frustrazione e videogiochi

24 giugno 2008

broken-keyboard

Da quando gioco a Ninja Gaiden 2 è si è fatta rivedere una vecchia amica che non frequentavo da un po’ di tempo: la frustrazione indotta da videogioco.

Cè un pezzo sull’ultimo numero di Gamepro (dove tra le altre cose trovate le mie prime traduzioni) riguardante i boss di fine livello: come deve essere il boss perfetto, quali sono i peggiori, quali i più belli ecc ecc.. il pezzo viene introdotto descrivendo i  tre modi principali in cui i giocatori sfogano la frustrazione generata dall’ennesima sconfitta o da meccaniche di gioco noiose e assurde e, sono sicuro, che se avete preso un pad in mano almeno una volta nella vita anche voi avete sperimentato il pugno della furia(colpire la prima superficie disponibile mentre si urla), il lancio del pad(si spiega da solo) o il pugile contrariato(alzarsi in piedi con gli occhi a pazzo e tremando di rabbia). 

Il pezzo ovviamente poi prosegue per la sua strada, ma anni di esperienza mi suggeriscono che di modi per sfogarsi ne esistono veramente tanti, vediamoli: 

L’urlo dell’odio: Esprime la frustrazione per la propria stupidità o lentezza più che per le colpe del computer, spesso si concatena con altre forme di sfogo, tipo il pugno della furia, ma può presentarsi anche da solo, la durata è variabile (dipende quanto ci mette chi vi sta vicino ad dirvi di piantarla con quei giochini) spesso parte a volume basso per crescere di volume col passare del tempo, via via che la situazione sullo schermo peggiora.

La resettata punitrice: la situazione è questa: novantesimo minuto, state pareggiando l’ultima partita della master league di Pro Evolution, il risultato vi permette di vincere lo scudetto ma siete incappati in una di quelle partite che il computer ha deciso di farvi perdere. Vi hanno parato tiri imparabili, ogni vostro fallo è un cartellino mentre i vostri uomini vengono falciati e nessuno dice niente.
Scatta il 90, appare il recupero: 5 minuti, il computer tiene palla per 10 minuti e l’arbitro sembra aver perso il fischietto, riuscite a strappare palla, fate partire un contropiede, tirate, la palla va sul palo, poi un vostro uomo viene buttato a terra, il difensore si alza per primo e spazza la palla, la prendere l’attaccante avversario che dopo 10 rimpalli fortunati fa gol con un tiro che batte sulla traversa e poi sulla schiena del vostro portiere.

Nella mente potete quasi sentire i circuiti del computer che ridono di voi.

Il vostro dito preme il tasto reset con l’apparente freddezza del boia, dentro di voi si scatena una pioggia di moccoli silenziosi, perchè non volete dare a quel maledetto ammasso di silicio la soddisfazione di vedervi impazzire.

La bestemmia secca: E’ il pugno della furia fatto verbo, una semplice e diretta vendetta contro chi ha appena permesso all’ennesimo camper di merda di spararvi alle spalle. Che poi ve la prendiate col Dio dei Videogiochi o con altre divinità, son fatti vostri.

La bestemmia lunga e sibilata: Perfetta per esprimere il disappunto per mille piccole frustrazioni che si accumulano una sull’altra, troppo piccolo per meritare una singola bestemmia secca ma anche troppe per essere ignorate. Tipo la ventesima volta che perdete palla, rimanere bloccati dietro una copertura con troppi nemici e pochi proiettili, i secondi di un match di CTF che scorrono…

Ma la peggiore di tutte, quella che vi fa capire che non sono solo videogiochi, è lo sfogo collaterale, ovvero il sottile è perverso piacere di rispondere male a qualcuno per un torto subito in un videgioco.

Perchè non esistono real life, second life e game life, le distinzioni son per i perdenti, e se la gente non sa che quando hai una sessione di multiplay deve starti alla larga… cazzi sua.

 

 

 


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