Alla prossima analisi del sangue, fatemi la conta dei midichlorians

16 febbraio 2011

“Lorenzo hai mica pronto il report per quel progetto di viral marketing basato sul sequestrare i figli maschi per ricordare ai genitori le gioie della famiglia?

“Hmmmm”

“E quell’analisi per vedere se integrare gli snuff movie nelle proposte di matrimonio?”

“Eeeeeeh…”

“E il documento sullo sviluppo social networking del benchmarking del buzz del word of mouth?”

“Cara collega… hai saputo che la nuova arrivata ha un negozio di articoli VINTAGE?”

“OH DAVVERO?? SEEEENTI CARA dimmi un po’ se ahi una borsa che ho visto l’altro giorno in pelle di velociraptor…”

Quando hai troppo lavoro, o soccombi, o diventi un Jedi.


Con la sola imposizione delle mani

3 febbraio 2010

Gli operai assediano il Parlamento manco fossero Urukai al Fosso di Helm
La gente fa spallucce dicendo “Eh, c’è crisi” mentre paga a rate il televisore LCD da 50 pollici.

Un vecchio si uccide per la vergogna di esser stato beccato a rubare il pane al supermercato
La gente guarda in alto dicendo “Eh, c’è crisi” per poi scoprire che dal giovedì al sabato i ristoranti son sempre pieni

Le aziende non prendono più extracomunitari, c’è abbondanza di disoccupati italiani che farebbero di tutto per lavorare.
La gente sbuffa dicendo “Eh c’è crisi” e intanto non sa quale scegliere tra il L’HTC HD 2 e l’iPhone.

C’è crisi e poi ti rendi conto che potresti vivere dormendo solo sul materasso ma non senza i tuoi computer o il tuo contratto telefonico.
E il paradosso è che hai pure ragione, perchè il tuo computer può essere una fonte di guadagno, il tuo letto no, a meno di non scegliere professioni più antiche.
Saranno anche colati a piccoli i valori, il denaro e i consumi, ma niente si è svalutato come il senso della parola “superfluo”.

Aumentateci il pane e faremo spallucce, levateci msn e scenderemo in piazza.

Pausa caffè,  momento più alto della vita d’ufficio e arena dialettica tra semisconosciuti da affrontare a colpi di luogo comune.

L’attualità non lesina spunti di discussione, all’ordine del giorno ci sono terremoti, goleade calcistiche, gossip televisivo, politica ma noi no, siamo ben oltre, la nostra coscienza ci impedisce di chiudere gli occhi di fronte allo scandalo del caro-massaggi.
Quello che vogliamo denunciare oggi è la sporca lobby dei centri estetici, che  ormai da anni gonfia il prezzo dei massaggi, beni di lusso che in Thailandia vengono fatti meglio e ad un prezzo inferiore, un po’ come il sesso mercenario e le borse di Gucci (che però non prevedono la sega finale).

“Ci vorrebbe uno sciopero! – tuona il collega – niente massaggi per mesi, poi lo vedi come abbassano la cresta!” Il viso serio ed il tono da “la gente è stufa” starebbero da Dio in un sondaggio de “La Padania” sui rumeni.  Abbozzo un timido “Va beh alla fine nessuno ti obbliga a…” che si perde nel tono sdegnato dell’altra collega “SI PER DUE PIETRE CALDE SULLA SCHIENA POI! CAPIRAI, CI RIESCO PURE IO!”.

Ah beh se volete giocate alla guerra di puttanate, giochiamo.
Butto li un “Che poi prendono più di una seduta dal fisioterapista…”

“GIUSTO!” tuonano in coro

“E - rincaro - vorrei proprio vedere i titoli di studio e le credenziali…”

“ESATTO!! Ci vorrebbe la laurea!!” Gli occhi sbarrati, il pugno chiuso, siamo ad un passo dalle torce e i forconi, nella mia testa centinaia di estetiste morte ingombrano le strade con i loro corpi abbronzati e le unghie perfette, mentre la lotta a colpi di lacca e accendini infuria su barricate fatte con i lettini solarium quando…

“Che poi un mio amico, che è pranoterapeuta, prende solo 25 euro a seduta!”
Le teste delle colleghe approvano silenziose.

La persona che ha detto questo non è un ingegnere laureato eh?

No aspetta, controlliamo meglio, è un ingegnere laureato.

Incasso il colpo con signorilità, solo lievi movimenti delle sopracciglia tradiscono la mia voglia scoppiare a ridere come un pazzo ma, non pago, il mio collega insiste.

“Si oltretutto ha fatto anni di corso, di master, di specializzazione… e chiede molto meno”.

Eh no cazzo, questo è giocare sporco, ed i western mi hanno insegnato che quando qualcuno bara, devi rovesciare il tavolo e cominciare a sparare.

“Fermi tutti… ma voi nel 2010 credete alla pranoterapia? Seriamente?”

“Dai qualcosa c’è.. fanno degli studi..”

“Mah si, insomma, può essere…”

“Beh certo perché no, se si può credere a quelle punture cinesi”

“Intendi l’agopuntura? Beh quella ha un fondamento scientifico”

“Vabeh quelle, comunque mio zio era così, aveva le mani caldissime, una volta a danza mi ero fatta uno strappo bello grosso…”

“Fermati, mi stai dicendo che ti ha curato uno strappo con il calore delle mani”

“Si insomma dai uno stiramento”

“Sicura?”

“Una contrattura…”

“Ah ecco”

“Si insomma, quella, mi faceva malissimo la coscia, lui ci ha appoggiato le mani e dopo qualche minuto il muscolo era bello morbido!”

“Il muscolo di tuo zio invece mi sa che è rimasto bello duro”

“Se il solito antipatico”

“Altro caffè?”


iVodka

21 dicembre 2009

Completo gessato grigio, cravatta viola, occhialino “sono intellettuale ma con stile”, capello scolpito con lame d’adamantio e fissato con polimeri della Nasa, cresciuto con l’idea che sei arrivato quando i tuoi rapporti interpersonali migliori li hai con puttane russe, se gli chiedi che ore sono ti risponde “mai avuto carie in vita mia!

Non sto descrivendo un personaggi di Easton Ellis ma un tizio che ultimamente bazzica l’ufficio per cose che ancora non si son capite bene “ma vedrete che sarà una bomba”

Ovviamente ha un macbook pro, usato solo per guardare le email e scrivere con word, e un iphone su cui si ostina a voler utilizzare una pennina da palmare

Il fatto di possedere il suo stesso telefono  è sufficiente per questo tizio ad inscenare tutti quei buffi costrutti sociali che si fanno tra compagni/camerati/amici/ecc..  lanciare sorrisi complici, parlare di donne, gomitatine, entrare nel mio ufficio senza bussare per dirmi “quanto è figa questa app!” mentre io sorrido tentando di rompere la capsula di cianuro che nascondo nel molare.

Oggi questo tizio, che chiameremo “idiota” in mancanza di soprannomi buffi e altrettanto offensivi, si palesa di fronte alla mia scrivania con la faccia di quello che ha scoperto una merda nel freezer al posto del Magnum.

“E’ successo un casino!”

“Che casino?”

“Eh mi sa che ho fatto un guaio col Macbook…”

“Ci hai installato Windows?”

“Si può installare Windows?????”

“No era solo uno scherzo ahahahahah, dai che hai fatto?”

“Eh niente praticamente stavo lavorando…”

“Siii.. e?”

“… e ci ho rovesciato sopra della vodka”

“Te lavoravi al computer sorseggiando vodka? e chi sei, Boris Yeltsin?”

Quanto CAZZO ha detto che costano i moduli RAM??

“Eh no sai per rilassarsi un po’…”

“Eh certo, la vodka è il classico liquore per schiarirsi le idee davanti al proprio macbook, lo dice anche la tv… ma insomma che è successo?”

“Appena la vodka ha toccato il mac si è spento tutto, ho provato ad asciugarlo subito e metterlo sul termosifone ma niente… che posso fare?”

“Beh mi sa che ti conviene portarlo all’assistenza e pregare Steve Jobs”

“Nonononono all’assistenza mi aprono il culo! Chissà quanto costa!”

l’hai voluto lo status symbol eh stronzo? E ora puppa!

“Eh si di sicuro te la fanno pagare, ma non vedo grosse alternative”

“E sei lavassi tutto il mac per levare l’odore di vodka?”

“Eh?”

“Si si si lo apro tutto, lo pulisco bene, passo uno straccio umido per levare l’odore della vodka, passandolo bene bene su tutte le componenti, poi lo porto in assistenza dicendo che si è spento senza motivo! E si credo che potre…”

Da questo momento in poi è stato difficilissimo seguire il resto del suo sproloquio, ero diventato una specie di merendina, croccante rivestimento di finta attenzione fuori, morbido ripieno di risate folli dentro. Non potevo fare a meno di immaginare questo che stendeva la ram ad asciugare tipo cencio ed il dialogo tra lui e il tecnico:

“Ma questo puzzo di.. che cosa è? Fragola? Melone?”

“Ehhhh… eeeeeeh… ho scelto il modello in collaborazione con l’Arbre Magique”

“Scusi ma quello sulla scheda madre è alcool fuso e caramellato?”

“Guardi! Quell’uomo sta usando Android senza vergogna!”

“Oddio dove!?”

*Rumore di passi veloci ed una porta che sbatte*

“…e quindi alla fine secondo me riesco a far passare tutto in garanzia, tanto secondo me non se accorgeranno mai, no?”

“Eh? No.. si.. figuriamoci, son dei nerdacci, non saprebbero riconoscere una zaffata di vodka dal profumo delle loro madri, har har har!”

“Eh vedi! La pensiamo allo stesso modo, oh ti devo raccontare della tizia che ho portato a cena fuori ieri sera, non parlava una parola d’italiano.. ma si faceva capire ahahah!”

Uccidetemi.


Office Wars

16 ottobre 2008
tanto tempo fa... in una galassia puttana puttana...

tanto tempo fa... in una galassia puttana puttana...

“Capo a che punto siamo con gli stipendi?”

“Ancora non li possiamo pagare non c’è una lira in saccoccia”

“Ma io ne ho bisogno troviamo il modo”

“Devi aspettare, o così o ti arrangi”

“Solo un sith parla per assoluti”

“Eh?”

Sfodero l’iphone, faccio partire l’applicazione che simula una spada laser e mi lancio contro di lui, fermandomi un attimo prima di vibrare il colpo.

“Per stavolta passi, ma la prossima volta potrei dimenticarmi di essere un Jedi”.

Il capo mi guarda perplesso, poi ride e ci pigliamo un caffè.

Non dovessi andare a lavoro anche con l’ebola perchè nessuno può sostituirmi.. sarebbe bello lavorare in un piccolo ufficio.


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